Amalfi tra storia e leggenda

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Amalfi, tra le città più famose della costiera amalfitana, è una delle destinazioni più ambite dai turisti di tutto il mondo. La sua storia, il mare cristallino, l’imponenza del suo Duomo e la bellezza dei suoi vicoli, coloratissimi e sempre pieni dei tipici e caratteristici limoni, l’hanno resa nel corso degli anni meta imperdibile per tutti i turisti che desiderino visitare questo affascinante tratto di costa. Tanto fascino e tanta bellezza sono stati oggetto di storie e leggende che si intersecano, sovrapponendosi e creando un tutto incomparabile.

Leggende su Amalfi

Secondo la leggenda, Ercole amava una ninfa di nome Amalfi. Il suo amore però fu prematuramente interrotto dalla morte della giovane ninfa. Il dio della forza, per renderle omaggio, decise di seppellirla nel posto più bello del mondo e per immortalarla fondò la città che porta il suo nome. Secondo gli storici, invece, fu fondata dopo la morte di Costantino, quando le famiglie romane che si imbarcarono per Costantinopoli, furono attaccate da una tempesta nel Golfo di Policastro e fondarono così «Melphes», cioè l’attuale Melfi, che in futuro si sarebbe trasferita più a nord assumendo il nome di “A-Melphes”.

La storia

Le origini di Amalfi

Le prime notizie storiche rinvenute si collocano intorno all’anno 533, quando Amalfi diventa parte del Ducato di Napoli e successivamente sede vescovile. In un primo momento, fu proprio il Vescovo ad esercitare funzioni religiose e politiche oltre che a fornire la difesa della città. Successivamente, si formò un’aristocrazia di grandi proprietari terrieri che contrastarono il Vescovo per assumere il potere politico della città.

Dopo alcuni anni di guerre e contrasti con i vicini ducati di Salerno e Benevento, gli amalfitani riuscirono ad affermare la loro autonomia e a conquistare un potere che durò fino alla fine dell’XI secolo.

In questi anni Amalfi intraprese un’intelligente politica che portò la città a salvaguardare ed espandere i propri interessi commerciali. Nonostante gli accordi e l’influenza dei saraceni, la città riuscì a mantenere una discreta autonomia che le consentiva di essere amministrata in assoluta libertà, con leggi e valute proprie.

Crescita e sviluppo commerciale

Tra il 915 e il 920, i saraceni vennero espulsi da Amalfi e da parte del sud Italia, tale ragione favorì lo sviluppo della città di Amalfi che per tutto il X secolo e l’inizio dell’XI secolo ebbe un’espansione commerciale e una solida prosperità economica occupando una posizione importante nel Mediterraneo. Per molti anni la città dominò il mercato commerciando caffè, ceramica, spezie, profumi, seta e preziosi tappeti. Arrivò anche a creare una moneta propria, il tarì d’oro.

Oltre alla ricchezza commerciale, questo periodo fu fondamentale anche per il fermento creativo ed intellettuale della città. In quegli anni venne prodotta la famosa “Tabula Amalphitana”, che fu il codice marittimo più accreditato tra tutte le nazioni marittime dell’epoca ed Amalfi fu inoltre la prima a perfezionare la bussola a beneficio della navigazione e a realizzare una delle prime carte nautiche medievali.

Il declino tra assalti, peste e tsunami

Tanta ricchezza e una scarsa forza militare portarono ben presto Amalfi ad essere una preda appetibile per la conquista da parte dei ducati vicini e degli assalti stranieri. Nella seconda metà dell’XI secolo, la città fu prima attaccata dai salernitani e poi conquistata dai normanni. Nel tentativo di difendersi dalla prepotenza normanna, gli amalfitani si rivolsero ai pisani i quali però si accanirono sulla città portando a termine un terribile saccheggio che mise in ginocchio la città.

Negli anni successivi una terribile mareggiata distrusse il porto, il palazzo ducale, gran parte della città, tutti i cantieri navali, i magazzini e le attività riportando Amalfi dal suo splendore ad essere un villaggio il cui unico sostentamento era la pesca. Infine la peste decimò la popolazione infierendo ulteriormente sugli amalfitani.

Amalfi: turismo e rinascita

Solo alla fine dell’800, l’affermazione del fenomeno turistico ripristinò uno sviluppo ad Amalfi. La città oggi costituisce l’epicentro economico dell’intera costiera amalfitana che ne porta il nome.

Non potevamo non dedicare una nostra miscela di caffè alla città che dà il nome alla costiera Amalfitana. Dall’idea di forza e grandezza nasce il caffè Amalfi, dall’aroma intenso e dal gusto forte e deciso un aroma persistente e delicato. Questa selezionata miscela è composta al 100% di caffè robusta.

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