Caffè Americano: storia, ricetta e curiosità

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Se c’è una bevanda che da decenni ormai è oggetto di dibattito è proprio il caffè americano: c’è chi lo ama, chi lo odia, chi non vorrebbe nemmeno vederlo elencato nel menu dei bar perché lo considera un’offesa alla tradizione italiana.

La verità è che ormai è entrato a far parte della nostra quotidianità, tanto da conquistarsi anche un posto nel nostro immaginario, grazie alla diffusione delle grosse catene di caffetterie provenienti da oltre oceano.

Ma quando è nato esattamente e qual è la sua ricetta originale? Scopriamolo insieme.

Il Caffè Americano – Le origini

La storia del caffè americano risale al periodo della Seconda Guerra Mondiale. Leggenda narra che i soldati statunitensi facessero fatica ad abituarsi al gusto ristretto del nostro espresso e quindi preferissero allungare la bevanda con un po’ d’acqua per renderlo più simili a quello che erano soliti bere nel loro paese.

Da lì in poi la moda di bere un caffè allungato si è poi diffusa anche in Italia, anche se ancora adesso si fa molta confusione tra i termini “caffè americano” e “all’americana”.

Mentre il primo infatti viene spesso servito nei nostri bar come un classico espresso accompagnato da una piccola brocca d’acqua per allungarlo a piacimento, il secondo è la vera e propria bevanda consumata negli USA, ottenuta per filtraggio. Molto spesso però per comodità quest’ultima viene proprio chiamata “caffè americano”.

Ricetta e miscela

Come si prepara un perfetto caffè americano? La ricetta originale è molto semplice ma anche molto precisa. Particolare attenzione va posta infatti nella scelta della miscela, nella macinazione e nella temperatura dell’acqua.

Gli esperti consigliano di utilizzare una miscela di caffè Arabica, (scopri di più sul caffè robusta e sulle differenze tra arabica e robusta) più leggera e dal gusto leggermente aromatico e quindi più adatto a sorseggiare la bevanda nei momenti di relax. Il caffè va macinato in modo più grossolano rispetto ad un normale espresso, in modo da riuscire a catturare bene tutto il sapore e l’aroma. La tostatura inoltre deve essere chiara, per non rendere la bevanda troppo amara ma più fresca.

Il principio di preparazione è il seguente. L’acqua viene riscaldata all’interno dell’apposita macchinetta ad una temperatura di circa 93°-94° (l’importante è che non sia bollente), mentre il caffè viene posizionato all’interno dell’apposito filtro conico. Si calcola 4g di caffè ogni 150ml d’acqua, che equivale a una tazza grande.

L’acqua una volta calda colerà goccia dopo goccia attraverso il filtro di caffè, assorbendone l’aroma. Il tempo di filtraggio infine, per essere ottimale, non deve superare i 3-4 minuti. Sembra la preparazione di una pozione magica ma, se ben eseguita, creerà una delle bevande più bevute e apprezzate al mondo.

Il caffè americano al cinema

Il caffè americano si è imposto nell’immaginario collettivo del nostro paese anche grazie ad alcune scene memorabili di film famosi. Una di quelle più note è sicuramente l’inizio di “Colazione da Tiffany”, dove una giovane Audrey Hepburn passeggia la mattina presto sulla Fifth Avenue, soffermandosi davanti alla vetrina di Tiffany & Co con in mano il suo bel bicchiere di caffè e una brioche.

In “Balla coi Lupi” invece Kevin Costner cerca di conquistare la fiducia di una tribù indiana mostrando un macinino da caffè e presentando la bevanda come un momento di convivialità. Insomma, non si tratta solo di un semplice “espresso allungato”, ma è simbolo di un modo di vivere.

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