Il Caffè letterario tra storia e modernità

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I caffè letterari nascono come punto d’incontro in cui sorseggiare un caffè, un tè o una tisana, e allo stesso tempo dedicarsi alla cultura, alla lettura e al pensiero.

Storia del caffè letterario

Iniziarono a diffondersi in Europa ai principi del 1700 e divennero presto un punto di riferimento per intellettuali e dotti che vi si ritrovavano per discutere di politica economia, progresso. Il primo caffè letterario nacque in Francia e fu fondato da un italiano, Francesco Procopio dei Coltelli che aprì il celebre Cafè Procope. In poco tempo il Procope divenne un centro di ritrovo per intellettuali, illuministi e figure di spicco della rivoluzione francese. Marat, Danton, Robespierre e Diderot erano soliti riunirsi in questo celebre caffè letterario.

Anche in Italia i caffè letterari si diffusero rapidamente durante tutto il XVIII secolo e fu in quegli ambienti che si alimentarono le idee, i dibattiti e le convinzioni politiche che portarono alle successive rivoluzioni. Le basi di quello che fu il Risorgimento italiano furono gettate e discusse nei caffè letterari di tutto lo stivale. I  caffè letterari divennero i luoghi in cui la conversazione creava la realtà, dove nascevano i piani, i sogni utopici e le fantasie anarchiche.

Il caffè letterario in Italia oggi

Data la grande importanza che i caffè letterari rivestirono nella storia del nostro paese, perché non scoprire quali sono, e dove sono quelli ancora aperti? Ecco un elenco dei caffè letterari più antichi e famosi d’Italia che ancora oggi è possibile visitare.

Caffè letterari del Nord Italia

  • Caffè Tommaseo è uno dei più antichi caffè di Trieste, prende il nome da Niccolò Tommaseo, eroe della breve ed eroica Repubblica di San Marco (1848-1849) e autore del “Dizionario della lingua italiana”, il vocabolario più importante pubblicato nel paese durante il Risorgimento. La data della sua fondazione è incerta, ma sappiamo che nel 1830 le sue sale erano piene di banchieri, giornalisti, artisti e scrittori vantando ospiti regolari del calibro di James Joyce, Italo Svevo, Franz Kafka.
  • Il Caffè Florian, simbolo della città di Venezia, aprì in Piazza San Marco nel lontano 1720. Fu fondato da Floreano Francesconi da cui gli derivò il nome. Tra i personaggi famosi che si sono seduti in queste sale affrescate, ed hanno sorseggiato un caffè su questi tavoli di marmo bianco, ricordiamo: Stendhal, Ugo Foscolo, Lord Byron, Honoré de Balzac, Richard Wagner e Charles Dickens.
  • Il Caffè Cova in via Montenapoleone a Milano, nei pressi del teatro alla Scala, fu aperto nel 1817. Fu frequentato dall’alta borghesia della città e da artisti e scrittori famosi. Persino Giuseppe Verdi sedeva spesso ai suoi tavoli. Fu inoltre menzionato in alcuni scritti di Ernest Hemingway.
  • Il Caffè Al Bicerin fu fondato a Torino nel 1763. Prende il nome da una delle bevande iconiche della città – il “bicerin” (che significa “piccolo bicchiere” in piemontese) che è un miscelato di crema al latte, cioccolato e caffè. Situato nel pieno centro della città, nei pressi di una importante chiesa, dovette il suo successo iniziale al fatto che i fedeli vi si recavano subito dopo la messa. Molte personalità famose frequentarono il Bicerin, tra questi il conte Camillo Benso di Cavour, Alexandre Dumas padre, Giacomo Puccini e Friedrich Nietzsche.

Caffè letterari del Centro e Sud Italia

  • Caffè Giubbe Rosse è stato fondato a Firenze nel 1897 da due produttori di birra tedeschi, i fratelli Reininghaus. Giubbe Rosse è uno dei caffè letterari più famosi d’Italia – e in effetti è spesso considerato il caffè letterario del paese per eccellenza, avendo servito militanti futuristi come,Prezzolini, Marinetti, Boccioni, Palazzeschi, Carrà ed intellettuali come Montale, Gadda, Saba, Pratolini, Vittorini e Quasimodo.
  • L’Antico Caffè Greco di Roma, il tempio della cultura della capitale dal 1760 e che in un tempo fu noto anche come “il caffè tedesco” a causa dei suoi illustri frequentatori tedeschi, tra cui celebrità come Schopenhauer, Wagner, Liszt e Mendelssohn.
  • A Napoli intellettuali e politici usavano riunirsi al Caffè Gambrinus. Oscar Wilde durante il suo esilio napoletano del 1897 era solito frequentare questo antico caffè letterario. Il Caffè Gambrinus fu fondato nel 1860 in una delle zone più belle della città di Napoli e fece da sfondo alle chiacchiere della borghesia locale della Belle Époque e di celebrità italiane e straniere come Hemingway, Sartre, Croce, D’Annunzio, Totò, i fratelli De Filippo e persino Bill Clinton.

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